mercoledì 11 gennaio 2017

Come spengo le mie ore di fuoco

Il mestiere di educare


Gli ultimi giorni delle vacanze natalizie li ho trascorsi con un po' di mal di pancia. 

Non un vero mal di pancia eh, grazie a Dio abbiamo potuto curare a rotazione i nostri figli con la febbre e ne siamo usciti solo con qualche colpo di tosse.
No dicevo, più di un vero mal di pancia era quella sensazione che mi prende prima di cominciare qualcosa senza sentirmi sufficientemente pronta.
Il pensiero della quotidianità, ecco cos'era.
Perché la mia quotidianità mi porta con puntualità a affrontare diversi test: pazienza, autocontrollo, capacità organizzativa, gentilezza, amore, capacità educative... soprattutto concentrati in alcune ore di fuoco nel pomeriggio con 4 paia di occhi che mi osservano, 4 paia di orecchie che mi ascoltano e una coscienza, la mia, che si segna tutto. E poi parla.



La stessa mattina del ritorno a scuola ho letto questo. 
Già la metà del mio lavoro di educatrice è svolto, se lavoro in modo continuo da sola, alla ricerca del mio progresso, della mia crescita.
Ci sto lavorando.

E non ci resta che augurarci un buon lavoro, personale innanzitutto, capace di domare le fiamme che ci mettono alla prova, cari educatori.


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