Dio desidera che noi lavoriamo con Lui, proprio io, proprio tu.
Come? Con quello che abbiamo, con quello che sappiamo fare.
Dove? Nel nostro matrimonio e nella nostra famiglia. Poi nel vicinato. Poi dappertutto.
Ripeto, nella mia famiglia. Eh, qui viene il bello.
A volte la famiglia e i figli in particolare, si trasformano in piccoli nemici da sconfiggere a più livelli durante l'arco della giornata, per giungere a sera illesi e magari con qualche vita di scorta da giocarsi l'indomani.
Fare la mamma, fare i genitori, non è sempre la vita felice che ci siamo immaginati mentre accarezzavamo il pancione e sentivamo i calcetti di una nuova vita che sarebbe arrivata da lì a poche settimane.
Ci hanno consigliato i migliori corsi preparto e non ci hanno insegnato a allattare, per esempio.
Ci hanno consigliato il passeggino più leggero e compatto ma non ci hanno preparato a sporcarci le mani, a lasciare che se le sporchino i bambini soprattutto.
Ci consigliano applicazioni, programmi, video e sembra che a pochi oggi interessi davvero imparare a parlare con i ragazzi.
C'informiamo riguardo al gestire i capricci di un duenne ma non siamo abbastanza pronti alle risposte, alle idee, alle scelte, alle provocazioni dei nostri figli, non siamo preparati a gestire la nostra angoscia, la nostra stanchezza, il nostro dolore, la nostra rabbia.
L'impotenza a cui non soccombere di fronte alla scarsissima capacità dei figli di ricordare le indicazioni dei genitori.
Diciamolo pure che quei piccoli cuccioli teneri e carini crescono e ci fanno correre, e pure arrabbiare. Pure tanto.
E la responsabilità è la nostra, dei grandi, che in fondo non siamo troppo diversi dai nostri figli davanti alle indicazioni che troviamo nelle parole di Dio. In quanto suoi figli infatti il nostro compito principale è quello di onorarLo, e dobbiamo cominciare all'interno delle nostre famiglie.
Non ci servirà a nulla farlo fuori se non saremo capaci di farlo dentro casa.
E se siamo arrabbiati, se sentiamo un dispiacere e una frustrazione dalle quali non riusciamo a uscire? Non respingiamo la nostra rabbia perché verrà fuori comunque, purtroppo nei momenti e nei modi sbagliati.
Allora concediamoci del tempo per essere giù di corda, parliamone. Ho notato che anche i bambini possono capire, anche loro hanno giorni difficili e non avendo ancora la capacità di esprimersi, trovano nella nostra sincerità un riscontro positivo rispetto a questi sentimenti complicati.
Tutta una questione di atteggiamento, ogni singolo giorno ogni singolo momento.
Di dipendenza verso Dio, predisponendoci a chiedere, ascoltare e lavorare.
Di amore verso la nostra famiglia, per una scelta oculata delle parole e dei gesti di cui i nostri figli sono testimoni e imitatori.
Dio ha un compito per te, ti farai trovare pronto a svolgerlo oggi, e domani, e il giorno dopo e quello dopo ancora?
