martedì 1 marzo 2016

Voglio vedere miracoli

Durante tutto il giorno ho occasione di dare consigli e impartire ordini ai miei bambini.
E lo faccio convinta che sia per il loro bene.

Se delle volte ti fanno solo prendere un grande spavento, perché una si arrampica là dove non avresti immaginato o uno scivola giù dallo scivolo con i piedi all’insù, altre volte il loro rifiuto alle mie “regole” va dritto al cuore, mi mette completamente in discussione e altre volte ancora devo fare un passo indietro, chiedere scusa perché non avevo riflettuto abbastanza.

Provo a rendergli la vita meno pericolosa possibile, a ognuno in base alla propria età e capacità. Un arduo lavoro, insomma. Che devo difendere, soprattutto da una società che insiste e si impone. Davvero non è indispensabile la figura materna? Davvero non è indispensabile che una donna diventi madre? Solo per sentirsi emancipata? Chi insegnerà la vita alle giovani donne?

L'altro giorno in chiesa la predicazione ci ha ricordato di esclamare forte quanto grande è la bontà del nostro Dio. E mi sono ricordata di quella volta che abbiamo partecipato a un convegno missionario e abbiamo avuto occasione di ascoltare storie, vere, di uomini e donne che hanno preso sul serio il proprio ruolo di figli di Dio. Nonostante gli fosse vietato farlo. Hanno continuato a pregare, a parlare, a cantare, a vivere per il proprio Dio e hanno visto miracoli. Vite salvate, vite guarite, gioia, pace, serenità, piccole vittorie quotidiane e la presenza costante di un Dio d’amore che non ha eguali. Per la fede.


E penso alla mia vita di figlia, quella di figlia di Dio. Mi fido abbastanza? Leggo le sue indicazioni, ascolto le sue parole, eppure in certi casi mi sembra di non vivere appieno. Sono sua figlia, eppure dimentico troppo facilmente di esserlo.

Desidero che i miei figli si fidino di me, e desidero essere una figlia che si fida di suo Padre.
“Mettetemi alla prova… !” (Malachia 3:10, nel Vecchio Testamento, nella Bibbia) dice Dio.

Con estrema comodità, dimentico quanto di buono ho già ricevuto, e quanto di bello ho già vissuto.  Ascoltare e leggere non basta. Occorre che m’impegni, in preghiera e in adorazione, perché la mia vita dia gloria a Lui. Che chieda, supplicando e ringraziando, perché il suo lavoro sia visibile in me. Che ubbidisca, in fiducia e sottomissione, perché Lui operi per il mio bene.

I nostri bambini amano fare lavoretti di ogni genere e nonostante sappiano ormai usare con disinvoltura forbici, matite colorate, colla e spillatrice, fili e paste, se non riescono nell’intento di realizzare il progetto cosi come l’avevano ideato, vengono a chiederci aiuto. Anche un piccolissimo gesto da parte nostra, trasforma la loro insoddisfazione in gioia. Hanno una fantasia che intimidisce.

E allora voglio imitare i miei figli, voglio mettere alla prova il mio Dio, per credere e forse ricredere.

La mia vita, ogni giorno, la possibilità di sperimentare la Sua bontà.


Voglio fidarmi, perché anch’io voglio vedere miracoli.

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