giovedì 15 settembre 2016

La sindrome della marmotta

Io ho la sindrome della marmotta, è sicuro.

Io no, non faccio le grandi pulizie di primavera, io faccio quelle preautunnali.

Io quando è primavera lascio casa com’è e esco. Mi godo il sole.

Io quando è estate apro sì le finestre, stendo i panni sul balcone, … ma le vere pulizie, quelle che rendono la casa profumatissimissima, quelle le faccio quando l’estate finisce.

Come, non avete idea di cosa c’entri la marmotta?

Ecco, la marmotta si gode l’estate e poi a settembre apre e svuota la tana dell’inverno passato, la ripulisce, la riempie e la rende confortevole per il prossimo inverno. Quando comincia a sentire i primi abbiocchi, chiude l’apertura della tana con un tappo di paglia e dorme. E non fa mica tutta questa fatica da sola o solo per se stessa, no la marmotta trascorre il letargo con altre 15- 20 compagne di sonno, troppo carina.

Ecco a me l’inverno piace trascorrerlo cosi: in una casa accogliente con il profumo di cibo appena sfornato, in una casa piena di famiglia e amici. Perché poi si fa la spesa e si torna a casa, si fa una passeggiata e si torna a casa, si va a slittare e si torna a casa.

Ecco questa cosa qui di dover preparare la tana io la sento già ai primi freddi serali e mattutini, quando mando i bimbi a scuola con la giacchetta.

Pulisco i vetri, sposto i mobili, riordino i cassetti, controllo le scorte di candele, riempio bustoni di inutilità (di cui ignoro la provenienza) da buttare via.

Comunque, anche quest’anno la sindrome della marmotta mi ha colpita e l’ha fatto come al solito poco dopo il rientro dalle vacanze. Complici la stanza delle bambine da riorganizzare e una marea di vestiti da sistemare, niente, se non mi vedete in giro, mi trovate qui a sistemare casa, come una marmotta qualunque.





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